Valeria Vairo si racconta e parla del suo nuovo libro: “Il sapore della vita”

 

 

Valeria foto            il sapore della vita

 

 

  • Ci racconti chi è Valeria?

“Be’ considerando il fatto che sono fermamente convinta che non c’è nulla di statico, nemmeno noi stessi, ti dico chi è Valeria in questo momento… una persona curiosa, che se può aiuta il prossimo, che a volte è scomoda perché non sopporta né l’ipocrisia né le scorrettezze, né i compromessi al ribasso”.

  • Da quanti anni sei a Monaco e come sei arrivata a decidere di vivere qui?

“I miei primi 10 anni a Monaco nella mia percezione sono rimasti per molto tempo tre, per cui se tu mi avessi chiesto “Da quanti anni sei a Monaco?” nel 2000 avrei risposto che ero appena arrivata, nel 2003 avrei risposto “da tre anni” e così ho continuato a rispondere senza pensarci nel 2005, 2007, 2010 fino a quando qualcuno mi ha fatto notare che ci conoscevamo da molto più tempo e che tre anni erano passati da un bel po’ e lì devo dire… è stato uno shock!! Comunque dal 2000 al 2016 sono passati ben 16 anni che sono volati, mi sembra ieri che trentenne ho iniziato l’avventura  monacense. Sono venuta a Monaco per migliorare la lingua tedesca che avevo studiato all’Università Cattolica del Sacro cuore a Milano insieme all’inglese. A un certo punto in Italia, dopo molti anni d’insegnamento dell’inglese in un liceo e dopo molti articoli per diverse testate più o meno importanti mi sono resa conto di aver bisogno di aria nuova e mi sono trasferita. Come spesso accade, questo bisogno aveva preso le sembianze di un uomo tedesco, ma poi mi sono innamorata di questa meravigliosa città e sono rimasta”.

  • Come ti trovi e quali sono le differenze rispetto all’Italia?

“A Monaco mi trovo molto bene soprattutto quando c’è il sole perché la città diventa fantastica, mi manca il mare però e ovviamente un po’ l’italianità. Oscillo molto tra l’apprezzare quello che la Germania offre e il desiderare di tornare in Italia, purtroppo però mi basta trascorrere 10 giorni nel mio Paese che i vantaggi di vivere in Germania mi diventano “Sonnenklar” come si dice qui… e smetto di oscillare”.

  • Come conservi le radici con la terra di nascita? Attraverso quali settori? C’è chi resta ancorato alle tradizioni gastronomiche, chi conserva le radici nel settore linguistico. Tu?

“Be’ io ho la fortuna di dirigere una rivista che si rivolge alla ristorazione italiana in Germania per cui sono spesso in Italia e ho la possibilità di conoscere, assaggiare, scoprire le eccellenze enogastronomiche del mio paese vecchie e nuove e soprattutto ho l’importante compito di promuoverle, aspetto del mio lavoro che mi entusiasma. Inoltre la rivista è in lingua italiana quindi continuo a lavorare con la mia lingua madre, poi la sera amo sedermi sulla mia poltrona in pelle e continuare a scrivere, sempre in italiano e così sono nati i miei libri. Grazie a loro rivivo costantemente il mio Paese. Quindi diciamo che mi toccano entrambe le componenti, quella gastronomica e quella linguistica”.

  • La rivista che dirigi è  Buongiorno Italia, ci racconti qualcosa di più?

“Buongiorno Italia” è una rivista di settore che si rivolge alla ristorazione italiana in Germania, esiste da 12 anni e io la dirigo da 5. I nostri ambasciatori gastronomici in terra tedesca sono più di 20.000 quindi hanno avuto e ancora hanno un grande potere economico e socioculturale in questo paese. Il potere, si sa, può essere usato bene o male. Tra di loro ci sono veri professionisti che hanno fatto di una passione il loro mestiere e quindi sono alla costante ricerca di nuovi prodotti, abbinamenti, sono sempre informati sulle nuove tendenze anche nutrizionali e partecipano in continuazione a corsi di formazione e aggiornamento. Questi sono i veri ambasciatori della cucina italiana. Ci sono però anche tanti che si improvvisano, convinti che solo il fatto di essere italiani dia loro il diritto di essere esperti di cucina o di caffè. Mi ricordo di quando un giorno davanti a un espresso terribile, dal sapore amaro e bruciato chiesi al barista italiano che me lo aveva proposto dove aveva imparato a fare il caffè, la risposta fu “Sono italiano, il caffè ce l’ho nel sangue, non ho bisogno di imparare!”. Gli augurai naturalmente che il suo sangue fosse in condizioni migliori del suo caffè e con delusione mi resi conto che è proprio questa gente a confermare i pregiudizi   sul pressappochismo italiano. Da parte mia, con “buongiorno italia”, c’è un grande impegno a mandare un messaggio forte: la qualità paga. Essere ristoratore in Germania non vuol dire accontentarsi, con la scusa che “i tedeschi non se ne intendono” (oltretutto enorme bugia perché soprattutto in Baviera il cliente tedesco è informato e pretende) ma vuol dire impegnarsi ancora di più per promuovere la ricchissima e unica cultura enogastronomica del nostro Paese. I ristoratori italiani all’estero hanno un’enorme responsabilità e non se lo devono dimenticare”.

  • I tuoi libri: ne hai scritto uno che ha avuto un’ottima accoglienza e il prossimo 22 giugno esce il secondo. Raccontaci tutto…

“Sì sono orgogliosa di annunciare che è in uscita “Il sapore della vita – Der Geschmack des Lebens” anche lui come “Profumo d’Italia” in versione bilingue (italiano e tedesco) edito dalla dtv. Si troverà in tutte le librerie in Germania dal 22 di giugno. In questo nuovo libro racconto una storia di emigrazione e integrazione. Giulia, la protagonista è figlia di pugliesi ma è nata e vissuta a Como (Sì lo ammetto, ho preso degli spunti dalla mia vita). La sua vita è stata una continua ricerca di equilibrio tra la realtà più solare, aperta, affettuosa ma anche rumorosa e invadente del Sud dove trascorreva i mesi di vacanza con nonni e parenti e quella più discreta, pacata, direi nebbiosa del nord palcoscenico della sua quotidianità con gioie e momenti difficili. Siamo quello che mangiamo, quindi la storia dell’integrazione della sua famiglia e in qualche modo anche sua si rispecchia in alcune ricette legate a episodi della sua vita. Per questo, alla fine di ogni capitolo, presento una ricetta pugliese o lombarda anche con il vino da abbinare. È interessante il fatto che Giulia riesca a raggiungere l’agognato equilibrio proprio trasferendosi anche lei a sua volta, qui in Germania, a Monaco di Baviera. Spero molto che anche il nuovo libro abbia il successo di “Profumo d’Italia – Ein Hauch Italien” che è stato per mesi al primo posto nella classifica di vendite dei libri bilingui della casa editrice.  Quando ho iniziato a scrivere “Il sapore della vita – Der Geschmack des Lebens” il tema emigrazione non era ancora così caldo come in questo momento storico, reso epocale soprattutto dall’arrivo dei profughi. In piccolo esiste però anche un’altra emigrazione, quella degli italiani che scelgono sempre più la Germania e tanti altri paesi come meta di fuga da una situazione senza prospettive. Integrarsi in un paese straniero (includo anche l’antica emigrazione dal sud Italia al Nord, perché per straniero intendo diverso, con mentalità differente) non è semplice e questo viene spesso sottovalutato. Ci sono problematiche nuove che vanno affrontate e non sempre si riesce nel migliore dei modi perché mancano gli strumenti culturali necessari; in “Il sapore della vita”  ho voluto attirare l’attenzione proprio su questo delicato processo sperando di essere riuscita a farlo in modo scorrevole e divertente”.

 

  • Quali, a tuo giudizio, le differenze tra il giornalismo tedesco e quello italiano?

“Per rispondere esaustivamente a questa domanda non basterebbero dieci pagine, anche perché si dovrebbe parlare del sistema d’informazione nel suo complesso nei due paesi. Diciamo che in Italia, e basta guardare uno dei tanti programmi che si occupano di politica, c’è troppo spesso un’informazione urlata, rissosa e polemica in cui è difficile capire fatti e datti. In Germania si urla meno e vengono forniti maggiori elementi per farsi un’opinione. Un’altra differenza sostanziale è che in Germania esiste una distinzione netta tra la stampa cosiddetta “seria”, un po’ paludata, tradizionale dai toni pacati rappresentata ad esempio dai quotidiani come la Süddeutsche Zeitung o la Frankfurter Allgemeine Zeitung e dall’altra la cosiddetta “Boulevardpresse” incarnata dal tabloid Bild che spara titoli, gridati e a effetto,  riporta notizie scandalistiche e tratta temi importanti con leggerezza, superficialità e spesso in termini populistici. In Italia questa distinzione netta non esiste, nei maggiori quotidiani italiani trovi di tutto: dall’articolo su temi molto seri trattati in modo impeccabile alle notizie sulle liti tra la giurata e il ballerino del programma Ballando con le stelle. Per terminare, Angela, permettimi  di dare a te il benvenuto (anche se un po’ in ritardo) e di farti tanti complimenti per il blog, che in poco tempo è diventato un punto di riferimento per la comunità italiana di Monaco”.

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