C’era una volta l’Occidente…

MONACO DI BAVIERA – A 48 ore dall’attentato , dalla strage nel centro commerciale Olympiaeinkaufzentrum, le domande sono ancora tante mentre le risposte praticamente nulle. Forse è stata l’opera solitaria di uno squilibrato o forse no. Nel primo caso, la domanda principale è: come ha fatto a procurarsi un’arma con tanta facilità? E sul serio, da solo, è riuscito a ferire venti persone e ad ucciderne nove ? Bene ha fatto la polizia bavarese a bloccare tutte le possibili vie di fuga e cioè metropolitana, bus, tram e a chiedere a tutti di restare chiusi in casa ma…non credo abbia fornito in maniera chiara notizie ai cittadini. Molte persone ancora pensano che gli attentatori siano due o tre e che siano in fuga. In ogni caso,  molti mi dicono che si sono sentiti sollevati a sapere che l’attentatore era solo un giovane con problemi mentali. Come se un folle rappresentasse meno pericolo. Forse in termini di numeri ma solo in questo…Un attentato ad opera di integralisti islamici avrebbe fatto molti più morti ma non può essere questa la fonte alla quale attingere sicurezza.  Non possiamo sperare che l’attentatore fosse solo un pazzo perché così le persone uccise sono state di meno. Nove vittime sono vite umane. Nove ragazzi, nove minorenni, tranne una donna di 45 anni. Nove esistenze spente all’alba, all’inizio dei loro anni. Un pazzo? L’Isis? La matrice ancora non la conosciamo ma, in termini, di delirio e tragedia, non fa moltissima differenza. Ad ogni angolo di strada potrebbe esserci un folle che riesce a procurarsi una pistola su Internet e decidere di uccidere quattro o cinque persone. Allora? Respiriamo di sollievo perché sono poche e l’Is ne avrebbe uccise di più?   Certo, il terrorismo è un nemico invisibile che non ha volto e che, proprio per questo, è difficile da combattere. Ma cosa si sta facendo seriamente a livello  europeo e di singoli Stati per contrastarlo?  L’Europa non ha una politica comune sull’immigrazione e, per quanto riguarda le singole Nazioni, la maggior parte di esse, attua una politica improntata ad un nauseante buonismo il quale ha prodotto più danni  e morti di una guerra.  Accordi con i Paesi di provenienza, no? Un’attenzione maggiore a chi entra in Germania  o in Italia, no? Atteggiamenti che hanno prodotto la situazione attuale di insicurezza e di paura. Ed è proprio questo sentimento negativo quello sul quale conta chi sta cercando di dominarci invadendoci. La paura. Quella che ci spingerà a dire, ok mi piego al tuo volere purché non mi ammazzi. In soldoni è così.   Quindi hanno già vinto perché molti di noi la mattina quando entrano in un vagone della metropolitana sperano di riuscire ad arrivare vivi al capolinea. Senza che una bomba scoppi dilaniandolo o che un pazzo entri sparando. Ma è vita? E’ questo quello che desideriamo per  gli anni a venire o per i nostri figli?  Desideriamo sul serio cancellare millenni di civiltà e nasconderci dietro ad un burka? Vogliamo continuare a togliere Crocifissi dal muro e Madonne dalle nicchie (come è accaduto oggi a Schio) per non disturbare qualcuno? Vogliamo continuare a chiedere scusa di essere nati e di vivere a casa nostra? Noi rispettiamo tutti ma chi rispetta la nostra cultura? E allora riappendiamo i Crocifissi, allestiamo i presepi, lasciamo le Madonne nelle nicchie e siamo fieri della nostra civiltà.Il che non vuol dire considerarsi superiori ma soltanto forti nella propria identità come è giusto che sia.  Nota a margine: come sempre a sopperire alle mancanze c’è la solidarietà tra persone, quella che ha suggerito a tanti, qui a Monaco, di aprire le proprie case a sconosciuti incontrati in pizzeria la sera della strage. Uomini e donne con bambini piccoli che non potevano rientrare a causa dell’allarme ancora in atto e che hanno trovato accoglienza nelle abitazioni di sconosciuti che, senza pensarci nemmeno un attimo, hanno deciso di ospitarli a casa propria.  Noi accogliamo e continueremo a farlo ma rispettate la nostra cultura…

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